Estratto – Noi siamo Matrice

Estratto dal racconto vincitore ex-aequo del concorso “Verso un nuovo mondo”, promosso dall’ass. cult. Hyperion. Il racconto fa parte dell’antologia omonima, disponibile in cartaceo online. La versione digitale è scaricabile gratuitamente qui. Si tratta di un’antologia molto valida per la qualità dei racconti e la cura editoriale. Inoltre l’intero ricavato dell’opera sarà devoluto in favore del progetto per l’oncologia pediatrica “Gold for Kids” della Fondazione Umberto Veronesi.

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La musica nell’abitacolo risuona come un canto da culla, una ninnananna lontana.
Disteso nella capsula di trasmissione, sento il liquido di connessione neurale salire lambendo i polpacci, i glutei, la schiena. Poi cresce sulle spalle, il torace, le ginocchia. Infine ricopre il petto e la testa.
Completamente immerso nella viscosità liquida, inspiro con lentezza, riempiendo di ossigeno i polmoni. I sensori collegati alla testa stimolano l’attività cerebrale e in pochi istanti mi connetto all’Affluente, che risalgo fino a toccare la Corrente. Raccolgo quanto consentito alla presenza dei Guardiani: una scintilla creativa, una perla di luce. Basta questo perché si formino immagini e parole. Mentre elaboro la materia viva e pulsante, so cosa devo raccontare e come. Così inizia il mio canto: Continua a leggere

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Letture e Visioni – Gennaio 2017

IL LIBRO

Figlia di nessunoFIGLIA DI NESSUNO by Amneris Di Cesare
My rating: 4 of 5 stars

La scrittura precisa e ammaliante dell’autrice trascina il lettore in una favela di Rio de Janeiro e gli fa vivere la vita attraverso gli occhi, la mente e il cuore della protagonista, Nivea, che trascorre la sua esistenza nell’unico modo concesso a chi, come lei, è “figlia di nessuno”. Vivere per Nivea significa sopravvivere, fare parte di una realtà dura, priva di sogni e ricca di prove da affrontare e superare. Eppure, anche se la protagonista afferma e ribadisce più volte che i sogni sono un lusso che non si può permettere, che i sogni non fanno parte del suo mondo sanguigno e spietato… proprio lei finisce col dimostrare quanto i sogni sono essenziali all’esistenza degli esseri umani e come, in definitiva, non li si possa separare dalla vita stessa. Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori.

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Più leggero di una piuma

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Cose piccole si muovono nel buio, all’ombra della Piramide Cestia.
In quel luogo che da sempre è il prediletto per gatti e gattari di Roma, si raduna la moltitudine felina nell’ora riservata al cibo e alle carezze di nonna Franca, eterna vecchina votata ai gatti di strada.
Si era ai principi di Novembre e qualcosa di insolito stava per accadere, nella stradina tappezzata di foglie gialle spalmate sull’asfalto. Continua a leggere

Estratto: Il tempo che non scorre

Dal diario di Elvira Tossani

Bologna, 15 Ottobre 1876

Da quando ho cominciato a frequentare la Scuola normale, ho pensato soltanto a impegnarmi nel seguire le lezioni di pedagogia, aritmetica e geografia. Non avevo quindi prestato troppa attenzione alle mie compagne di classe, limitandomi a scambiare con loro un saluto o una frase di cortesia. Eppure oggi per la prima volta mi sono resa conto che al mondo esiste qualcuno come me, una persona che nutre per i libri una passione forte e autentica, forse anche superiore alla mia, cosa che in verità ritenevo impossibile. Continua a leggere

Preview e auguri per il 2017

Come copione richiede, è di buon auspicio augurare il meglio a chi ci circonda e a noi stessi nel primo giorno dell’anno.

Per quel che riguarda la sottoscritta, io mi auguro che nel 2017 possano vedere la luce i progetti cui ho lavorato e sto lavorando finora. Ci sto mettendo l’anima, per cui non vedo l’ora di poter fare gli annunci ufficiali… ma devo attendere ancora un pochino 🙂

Da Singapore ad Amburgo, tra passato e futuro, ho intrapreso un viaggio lungo un anno e oltre, per raggiungere i sogni che non vogliono più essere dimenticati.

Tanti auguri a tutto il mondo, tanti auguri a me.

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Fonte della prima immagine: wtg-global.net.

Il passaporto

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Nessuno teme il freddo pungente di Dicembre, all’interno di un autobus notturno dai vetri appannati. Quand’ecco che d’un tratto, inaspettato come una tormenta di neve che si abbatte nella stanza calda e raccolta, sale il controllore, e una vistosa agitazione serpeggia nell’abitacolo ricolmo di confusa umanità.
— Biglietti, prego!
Dev’essere perché il biglietto non ce l’ho, che il cuore comincia a sussultare. Cerco di convincermi che, in fondo, quest’uomo in divisa non può nulla. Se gli arti tremano, è certo per il freddo, non per la paura. È vero, sono uno straniero senza permesso di soggiorno, ma chi può farci caso?
Mi limito quindi a osservare la scena, senza fare movimenti sospetti che possano in qualche modo segnalare la mia presenza. Continua a leggere

L’oro dell’oriente

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Shang-Du, 15 Giugno 1275

Un passo nel meraviglioso padiglione sospeso sui bambù, e ai tre mercanti venuti dall’Occidente parve di essere usciti dal deserto per mettere piede in un sogno. Condotti dai servi alla presenza del signore dei signori della Cina, i tre uomini si inginocchiarono per rendergli omaggio; a lui avevano promesso, anni addietro, di tornare e consegnare in dono quanto il sovrano aveva richiesto. Per onorare tale impegno erano occorsi quattro anni e innumerevoli sacrifici, perché il viaggio li aveva strappati da Venezia per portarli nei territori della Siria, poi in Persia e infine nel Catai. Continua a leggere

O’ Miracòl

cielo

L’inverno punta al freddo e al gelo, ma il cielo mette a segno quel colore pulito che soltanto o’ sol e’ Napule sa inventare.
Giggino deve buscarsi la giornata, comincia a preparare la bancarella. Il suo campo da gioco è lo Stadio San Paolo, angolo Porta Sud. La sua squadra ha una formazione collaudata, anche se non sempre vincente: centravanti, magliette del Napoli e gadget in tema, centrocampo magliette Juve e Inter, difesa maglie Roma, Lazio e Milan. In tribuna: Sofia Loren – accattatavell’ – e Pulcinella, ca’ magna a’ pastà cu e’ mani. L’arbitro è San Gennaro, speriamo che pure oggi fa o’ miracòl. Continua a leggere

Trenta volte il diametro terrestre

trentavolteildiametroterrestre

Il cobalto del cielo è attraversato da un aeroplanino di carta. A tratti mi raggiungono gli schizzi dell’innaffiatoio automatico. In sottofondo, un placido russare.
I ricordi felici dell’infanzia sono rifugi per tutta la vita. Per questo visito ancora nella memoria certi pomeriggi assolati quando, in fuga dalle prediche materne, con furia d’attrazione quasi gravitazionale mi tuffavo nel Mare della Tranquillità, a portata di un centinaio di metri da casa. Allora mi sdraiavo sull’erba, socchiudevo gli occhi e distendevo il mio corpo. Sopra di me, il blu senza confini. Sotto di me, i muschi odorosi, gli incessanti formicolii, il profumo di aghifoglie gravide di rugiada.
Mi trovavo nel giardino degli Ockels. Continua a leggere

Nero come la neve

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Aprile 1945.
Sapevamo che c’era la guerra, che esistevano il male e l’orrore.
Eppure la guerra, il male e l’orrore ci apparivano quali favole remote, incapaci di raggiungerci, perché sull’Appenzell non c’erano che spesse coltri di neve in inverno e un mare d’erba punteggiato da anemoni e violette in estate. La guerra si riduceva a frammenti di suoni trasmessi da radio instabili, suoni che non potevano toccarci, noi che avevamo trascorso l’infanzia seppellite nella neve dell’Appenzell, noi che sbocciavamo in un’adolescenza educata nelle tristi primavere dell’istituto Rosenberg, nel cui recinto eravamo state disposte da madri previdenti e padri facoltosi. Continua a leggere

Guarda che luna

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Nulla può eguagliare una notte d’estate, il magnetismo senza appello di una luna piena che tira all’insù i nasi di due bambini: undici anni imburrati di ginocchia sbucciate, undici anni colorati con pastelli speciali.
– Stanotte è proprio giallo quel pallone nel cielo, giallissimo – dichiara Francesco.
– Perché è fatta di sabbia, la luna. -replica Piergiorgio.
– Che ne sai?
– Lo so perché ci sono stato. Una volta mi ci ha portato mio padre. Continua a leggere