La vita che desideri – Francesco Memo e Barbara Borlini

Titolo: La vita che desideri
Autori: Francesco Memo e Barbara Borlini
Casa editrice: Tunué
Anno di pubblicazione: 2019
Volume unico.

È stato pubblicato da qualche mese, ma ho impiegato un po’ di tempo a metabolizzarlo. Si tratta di un’opera imponente, bellissima e densa, stratificata tavola dopo tavola, vignetta su vignetta.
Il formato della tavola è orizzontale, ricorda quello dell’ultima edizione dell’Eternauta.
La lettura mi ha accompagnato durante un viaggio Napoli-Bologna in cui come al solito ho dato spettacolo, nel senso che ogni tanto mi scappava una lacrima, chissà cos’hanno pensato i passeggeri che hanno avuto la sventura di condividere il viaggio con la sottoscritta.
Ma andiamo a incominciare, ché perder tempo a chi più sa più spiace.

La vita che desideri si compone di tre atti, in cui opera – in varie fasi della sua esistenza – un personaggio, Giulio Corsini, ispirato al nonno della coautrice Barbara Borlini.

A seguire, il prologo e gli incipit degli episodi.

Tutto comincia nel 1914, a Vienna, all’indomani dell’assassinio dell’arciduca Franz Ferdinand. Il giovane Giulio Corsini, che lavora a Vienna come cuoco, resta coinvolto suo malgrado in un omicidio, in cui involontariamente, per soccorrere un estraneo in difficoltà, finisce con l’aiutarlo a uccidere il suo avversario. Rilasciato dai gendarmi, nel tentativo di saperne di più sull’omicida, finisce in un Kabarett, l’Eule. Qui vede l’omicida esibirsi nei panni della cantante Barbette.
Scoppia la Prima guerra mondiale.

L’uomo medio
1916, Altopiano del Carso. Giulio Corsini è soldato di trincea. Un giorno il suo battaglione cattura un soldato austriaco a nome Florian. Questi non è che Barbette, alias l’omicida aiutato due anni prima da Giulio, che ora, essendo l’unico a sapere il tedesco, per la seconda volta lo aiuta a sopravvivere, traducendo le sue frasi. In altre parole, gli fa da angelo protettore… Logico che i due si sentano legati l’uno all’altro, quasi predestinati, e l’esperienza cruda della guerra e della morte imminente li legherà per sempre… o forse no?

Mio padre
1935, Lago Maggiore. Questo è l’episodio che mi è piaciuto di più. Apparentemente non ha a che fare col precedente, perché muove dall’esperienza dell’avanguardista Giorgio Crippa e del fratello balilla, Guerino, che si uniscono in campeggio alla gioventù fascista. Qui interagiscono con gli altri giovani fanatici del Duce ma non sono visti di buon occhio, perché il padre di Giorgio e Guerino è un noto comunista, e in quanto comunista ha perso il lavoro. La madre dunque spinge Giorgio ad avviarsi alla carriera alberghiera, e l’occasione gli viene fornita da un noto albergatore: Giulio Corsini. Questi sarà una presenza fondamentale per il giovane Giorgio, ignaro di poesia se non di quella filtrata dal regime. Galeotto sarà Omero e l’attrazione irresistibile della bellezza dell’Iliade

Pietà l’è morta
1943, Salonicco. Anche in quest’episodio inizialmente sembra che gli avvenimenti precedenti non siano collegati agli eventi qui narrati. Da Salonicco una famiglia ebrea per fuggire la violenza antisemita si imbarca per l’Italia, dove saranno ospiti graditi nell’albergo di Giulio Corsini. Purtroppo i tedeschi irrompono anche in questo luogo che sembrava sicuro e i genitori sono entrambi catturati. Si salva solo la bambina, la muta Becki, grazie a Giulio che la nasconde fino a quando non riesce ad affidarla a un partigiano. Quest’ultimo altri non è che Giorgio Crippa…

Qualche considerazione
Sarò breve: ho avuto un bisnonno prigioniero in Etiopia, che è tornato vivo a casa perché sapeva fare il pane. I miei nonni hanno partecipato alle guerre mondiali e di storie me ne hanno raccontate. Ecco perché considero La vita che desideri, sostanzialmente, un’opera di verità. Non perché i protagonisti siano esistiti realmente: essi possono essere fittizi, ma senz’altro vero è il sangue versato e vera la dignità calpestata e morta la pietà e risorta la speranza, con la vita che, nonostante tutto il male che è stato, trova la forza di sorridere, anche da muta.

Difficile descrivere la bellezza dei disegni, tuttavia a me sembra che l’espressività dei volti sia la testata d’angolo su cui poggia la forza icastica della narrazione. Mi è sembrato di sentire il sapore del sigaro di Giorgio Crippa e lo champagne dell’albergo di Giulio Corsini e ho udito la dolcezza triste delle canzoni di Barbette. Sono stata in trincea, poi tra i balilla e gli avanguardisti, poi tra i partigiani sospesi tra ideale e precipizio.

Il rigore della ricerca storica degli autori è evidente, come notevole è la volontà di mantenere un ritmo serrato, oserei dire spietato, ma sono i dialoghi tra i personaggi quelli che mi hanno rapito, più che la retorica ricostruita dei discorsi o le canzoni in tedesco o la tensione della catastrofe imminente. Perché è difficile dare voce alla verità della sostanza umana.

Come difficile è trovare le parole per esprimere l’inesprimibile, la bellezza che fiorisce in mezzo alla tragedia, quasi l’Allegria di naufragi di ungarettiana memoria. Resta solo la grande umanità che trapela dalle pagine, pagine vergate da colori primari (giallo per il primo episodio, rosso per il secondo e verde per l’ultimo), come primarie sono le avventure di cui si fa la vita. La scoperta, l’amore, la morte. La morte, che è verde perché essa è la vita di chi viene dopo.

Si sa, siamo nani sulle spalle dei giganti.

I miei nonni avevano spalle forti e io sono loro grata, così come sono grata a Barbara Borlini e Francesco Memo per questo imponente, bellissimo, struggente fumetto (o graphic novel, che dir si voglia).

Non privatevene. È la nostra storia, la nostra memoria, la sostanza di cui siamo fatti.

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Mercurio Loi, un eroe capovolto

 

“Io non racconto storie, racconto il modo di raccontare storie.”
Tiziano Sclavi, “Nessuno siamo perfetti” di G. Soldi, 2014

Mercurio. Loi. Chissà se esiste qualche lettore di fumetti che non ha mai sentito di questa serie della Bonelli, da poco terminata col numero sedici. Nel caso, riporto qualche indicazione narrativa dal sito della casa editrice:

Mercurio Loi è un professore di storia all’università, ma sembra molto più interessato alle sfide e ai misteri che la strana società romana dei primi dell’Ottocento sembra offrirgli. Per chi abita a Roma nel 1826, Mercurio Loi è solo un professore, molto colto e intelligente, forse un po’ perdigiorno, sempre sorridente. Lo si vede passeggiare di frequente per le stradine intricate e affollate, lungo il Tevere ancora senza argini (…) Mercurio indossa il mantello e scende per le strade dedicandosi a ciò che più lo interessa, che sono le sfide di intelligenza.

La presentazione del personaggio qui riportata, ancorché ineccepibile, non spiega (né del resto lo potrebbe) perché Mercurio Loi abbia ricevuto molti riconoscimenti, vinto diversi premi, insomma perché se ne parli e perché abbia deciso di scriverne anch’io.

Il motivo credo non risieda tanto nella storia, ma nel modo in cui essa viene raccontata e soprattutto nel cuore etico e filosofico del racconto. Quel che resta dopo la lettura (e la rilettura) di ogni singolo albo della serie è cospicua materia di riflessione. Ciò che Ray Bradbury chiama sostanza. In altre parole, si pensa e pure parecchio.

L’albo che più mi è rimasto dentro è “L’uomo orizzontale”. Non dico troppo per non rovinare la sorpresa, ma l’intero albo è un invito alla resilienza come forma di resistenza, a non essere dominati dall’idea della competizione, dell’utilità pratica, l’ossessione del fare e portare a casa il risultato, in definitiva il chiodo fisso del vincere sempre, vincere tutto. Mi ha ricordato una poesia di Sylvia Plath (“Io sono verticale. Ma preferirei essere orizzontale”) e sì, anche Caparezza, quando in “Ti fa stare bene” martella: “Sono tutti in gara e rallento, fino a stare fuori dal tempo./Superare il concetto stesso di superamento mi fa stare bene”.  Aggiungo che sfogliando l’albo a un certo punto c’è un espediente che stimola a rallentare la lettura, e questo l’ho trovato geniale.

Altri albi che si impongono alla memoria sono “L’infelice”, “Il cuoco mascherato” e “La testa di Pasquino”. Il primo propone una declinazione ingegnosa dell’ Effetto farfalla (“Può, il batter d’ali di una farfalla in Brasile, provocare un tornado in Texas?”) e di tutte le sue devastanti possibili conseguenze, il secondo è una gustosa (è il caso di dirlo) metafora culinaria degli ingredienti e soprattutto del tempo di lavorazione necessario per costruire personaggi, fabbricare storie, con l’effetto di stuzzicare l’appetito nel lettore che brama cibo per lo stomaco e per la mente. Il terzo, “La testa di Pasquino“, mi ha ricordato in un punto Le baccanti di Euripide come archetipo dell’autoinganno, in un altro punto invece Nell’anno del signore, pellicola di Luigi Magni, regista e sceneggiatore di cui io sono fan di lunga data (anche in altre occasioni la serie mi ha ricordato Magni, com’è naturale, dato che quest’ultimo è il grande cantore di Roma e in particolare della Roma papalina). Certo, quest’albo si distanzia da Euripide e da Magni, perché presenta uno specifico timbro autoriale anche grazie a un tocco surreale che qua e là fa capolino nella serie, e in questa occasione ci conduce attraverso le allucinazioni dei personaggi: cosa è vero, cosa non lo è, quanto tempo è già passato e dove e quando? Il tempo e lo spazio sono categorie che vengono messe alla prova in Mercurio Loi, serie in cui è facile perdersi mentre divaghiamo. Ma il tempo sottratto all’azione è il tempo in cui troviamo noi stessi. Ergo, tempo guadagnato. 

Ancora più dei singoli albi, è il gusto della narrazione quello che emerge con chiarezza dalla lettura.

E tante cose a questo punto dovrei menzionare, come le bellissime soggettive in apertura del primo e dell’ultimo volume (e anche nel numero 8, “Il colore giallo”, che segna la metà della serie), però in generale tutte le prime pagine dei volumi sono memorabili: tattili (“La legge del contrappasso”), placide e visive (“Il piccolo palcoscenico”), gustose (“Il cuoco mascherato”), rumorose (“L’infelice”, “Una settimana come tante”), poetiche (“La testa di Pasquino”), mimetiche (“La somiglianza con una scimmia”), in medias res (“Il circolo degli intelligentissimi”, “Tempo di notte”).

I personaggi pure presentano psicologie complesse tradotte in azioni e dialoghi poco prevedibili e parecchio intriganti (come il rapporto tra Enrica e Mercurio in “Ciao, Core”). Se cerchiamo la prima apparizione del protagonista, la troviamo a pag. 22 del numero uno: Mercurio si trova a testa in giù, torturato dall’antagonista Tarcisio. Un eroe capovolto. Chi leggerà gli albi, non tarderà a vedere in lui un eroe dal pensiero laterale e, ancora una volta, poco prevedibile. Anche gli altri personaggi si ritagliano un loro preciso spazio nella memoria: la “spalla” Ottone, che fin dall’inizio porta il marchio della propria maledizione, Belforte, il colonnello silenzioso, Galatea, enigmatica bambina prodigio… persino Adelchi, il barbiere di Mercurio, è speciale. Lo sono tutti, come tutti risultano, dopo la lettura dell’intera serie, duplici.

E poi c’è lei… Roma. Roma del coprifuoco, Roma sui tetti a perdifiato, all’aperto nei fori, e giù nei sotterranei delle associazioni segrete. Roma carbonara, Roma di Pasquino, Roma degli assassini mascherati in cerca di giustizia, Roma del carnevale, Roma del Papa Re. E tutto questo è un valore aggiunto: essendo io fan di Luigi Magni, un fumetto ambientato nella Roma papalina per me equivale a un invito a nozze.

Pur ambientato nell’Ottocento, Mercurio Loi comunque non è un romanzo storico e neanche un fumetto d’azione, nonostante di azione ce ne sia. Veramente, pur essendo un fumetto, ho qualche difficoltà a definirlo “solo” un fumetto. La sensazione che ho provato leggendo è la medesima sperimentata durante gli anni novanta, mentre mi nutrivo di Dylan Dog. Credo che la definizione più calzante sia quella di viaggio.

Mercurio Loi è il viaggio che non ti aspetti, quando il cammino si apre a diverse possibilità (“A passeggio per Roma”) e non è sicuro che da qualche parte ci attenda una meta, o forse sì ma il punto non è quello.

Il punto è che questo viaggio è irrinunciabile. 

RECENSIONE #278 – LA MUSA DIMENTICATA 2, LA STORIA DI HOFFMANN DI EMILIA CINZIA PERRI E DEDA DANIELS.

Grazie mille a Sara Fabiani per questa splendida recensione! ♥

Milioni di Particelle

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Per chi fosse interessato alla lettura di questa Graphic Novel, lo invito a leggere la Recensione del PRIMO VOLUME della duologia che trovateQUI. In questa recensione potrebbero esserci spoiler – anche se cerco sempre di farne il meno possibile – quindi invito solo i temerari a leggere questa recensione. Per i restanti vi invito a leggere questi due volumi per poi parlarne insieme qui sotto nei commenti, magari. Ringrazio le due autrici che con me sono state carinissime e che mi hanno permesso di leggere la loro meraviglia. Ecco qui che ve ne parlo:
41FJNM-3dsL._SX345_BO1,204,203,200_Titolo: La Musa dimenticata (#2)
– La storia di Hoffmann
Autori: Emilia Cinzia Perri e Deda Daniels
Editore: Hazard Edizioni
Link d’acquisto: https://amzn.to/2FMKsMl

Trama: Si conclude la miniserie originale che omaggia i temi e i personaggi del Dio del Manga Osamu Tezuka con una…

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RECENSIONE #232 – LA MUSA DIMENTICATA #1 DI EMILIA CINZIA PERRI E DEDA DANIELS.

Grazie mille a Sara Fabian per la bellissima recensione della Musa dimenticata *__*!

Milioni di Particelle

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI! 

Buon inizio settimana cari lettori! Sono qui per presentarvi un’altra delle mie letture che mi ha colpito e catturato. Le due autrici sono state gentilissime e le ringrazio per avermi donato una copia della loro opera e sono felice di parlarvene qui sul mio blog. Ecco a voi:
image002Titolo: La Musa dimenticata (#1) – La storia di Hoffmann
Autori: Emilia Cinzia Perri e Deda Daniels
Editore: Hazard Edizioni
Link d’acquisto: https://amzn.to/2CXBLh2

TramaUna storia originale che omaggia Osamu Tezuka mettendo in scena i suoi personaggi tipici e dando loro una nuova vita e una rinnovata veste grafica. Non è un segreto, infatti, che il “dio dei manga” nelle sue opere utilizzasse come “attori” i personaggi di un suo personale cast, ritagliando di volta in volta per essi delle parti su misura. In questa loro opera in due volumi, Emilia Cinzia Perri…

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Letture e visioni – Agosto 2018

IL LIBRO

Chiamami col tuo nome by André Aciman
My rating: 5 of 5 stars

Dopo aver visto il film di Guadagnino ho cercato il libro per approfondire un paio di punti che non mi erano troppo chiari. Letto il romanzo, mi sono fatta un’idea più precisa del perché la pellicola eserciti uno strano effetto ipnotico, cui è difficile sottrarsi e in cui si vorrebbe restare immersi. Tra Proust e Margherita d’Angoulême, tra Eraclito e Platone, il romanzo tratta in particolare di un amore tra due uomini ma la vicenda fluisce attraverso ritmi universali e riconoscibili, tra i dubbi e i tormenti della giovinezza, gli ardori estivi e la forza del desiderio che tutto potrebbe distruggere e finisce invece per costruire un “monumento più duraturo del bronzo” nel museo dei ricordi più preziosi e segreti. Come Eraclito sembra suggerire, gli opposti coincidono: questo è un amore ideale che diventa reale, ma nella realtà si svolge in una porzione di tempo minima (un paio di settimane) e quindi subito rientra nella dimensione del sogno e dell’immaginazione. Un frammento nella vita reale può dilatarsi in un tempo eterno nella memoria, divenire un luogo di felicità a cui attingere durante tutta la vita. Che questo legame sia in particolare tra due uomini, dettaglio in realtà essenziale nella trama, a conti fatti è nello stesso tempo irrilevante, perché la memoria funziona per tutti allo stesso modo: il tempo ci appartiene e, nel luogo segreto del nostro piccolo io, esso può diventare infinito. Ideale e reale, particolare e universale, finito e infinito.
Dunque per me è nella coincidenza degli opposti che risiede il fascino del romanzo, tutto permeato dalla nostalgia di quella “scintilla divina” cui l’umanissimo uomo non può che tendere inutilmente attraverso il desiderio e l’amore.
Il film, pur essendo un adattamento fedele, vive di vita propria grazie a scelte brillanti quali la metafora dell’acqua che fa emergere un’antica statua greca: la nostra natura, sommersa da una serie di regole, leggi, consuetudini e tutto ciò che chiamiamo “cultura” , è destinata prima o poi a venire alla luce.

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Letture e visioni – Luglio 2018

IL LIBRO

Chéri / La fine di Chéri by Colette
My rating: 4 of 5 stars

Il romanzo affronta la relazione tra Léa de Lonval, una cortigiana quasi cinquantenne e il suo amante, Fred Peloux detto Chéri, che ha la metà dei suoi anni. La relazione, durata sei anni, si interrompe nel momento in cui a Fred per decisione materna si impone il matrimonio con la diciannovenne Edmée. Léa e Chéri si separano ma a causa della lontananza i due prendono consapevolezza dei loro sentimenti e della crudeltà cui il destino li ha sottoposti. Ho letto il romanzo assieme ad altre opere di Colette, che però non mi hanno favorevolmente colpito come Chéri. In quest’opera Colette lascia intravedere con grande senso drammaturgico le ragioni psicologiche che spingono i due protagonisti di volta in volta a celarsi e a rivelarsi. Una lettura che mi ha trasportato tra le strade di Parigi al tempo della Belle Époque, di cui sono riportati su carta i profumi, le luci, i colori. Il viaggio è stato talmente piacevole che ho cercato di proseguirlo con il seguito di Chéri, cioè La fine di Chéri. Purtroppo nel secondo e ultimo romanzo non c’è nulla di tutto questo, essendo una monotona narrazione “a tesi”, quasi Colette volesse far morire, col personaggio di Chéri, qualcuno che non poteva uccidere nella realtà. A conti fatti, un’opera che risulta più fredda del precedente lavoro. Ricorderò con piacere Chéri e mi dimenticherò del suo deludente finale.

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Odissea narrata allo sguardo di Fabio Visintin

Qualche tempo fa ho partecipato al crowdfunding su Spaceman Project di “Odissea narrata allo sguardo” di Fabio Visintin. Si tratta di un bel volume cartonato che promette ciò che mantiene: narrare senza balloon, quindi mediante la successione delle immagini, l’intero poema omerico in ottanta pagine. Arte sequenziale pura, insomma. Continua a leggere

RECENSIONE #188 – FRECCIA SENZAPAURA DI EMILIA CINZIA PERRI.

Grazie a Sara Fabiani che scrive una bella recensione su Freccia Senzapaura! *__*

Milioni di Particelle

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Ovvi vi porto il libro di cui vi avevo parlato solo qualche giorno fa e che spero vi abbia incuriosito molto. Trovate QUI la segnalazione e ve ne parlo subitissimo con la mia recensione, ringraziando ancora Emiliaper avermi inviato il suo piccolo gioiello. Ecco qui che ve ne parlo:

freccia-senzapaura-1Titolo: Freccia Senzapaura
Autrice: Emilia Cinzia Perri
Casa editrice: La Ruota Edizioni
Pagine: 120
Prezzo: 10 euro cartaceo
Data di pubblicazione: Giugno 2018
Link d’acquisto: https://amzn.to/2JTLwgV
TramaDa che era un mocciosetto, Enrico Belpieri, per brevità “Erri”, ha sempre avuto paura del buio. Ma ora che ha undici anni ed è costretto a passare l’estate dai nonni a Cantalupi, deve fronteggiare le proprie debolezze per entrare nei Senzapaura, la banda di cui fanno parte tutti i suoi amici d’infanzia: per raggiungere quest’obiettivo è necessario superare una terribile prova di…

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LETTURE E VISIONI – GIUGNO 2018

IL LIBRO

Anime scalze by Fabio Geda
My rating: 4 of 5 stars

Letto grazie a un progetto di scuola, che mi ha permesso anche di partecipare a un incontro con l’autore, incontro che si è rivelato molto interessante. La storia tratta di anime, come dice il titolo, scalze, cioè prive di protezione, scoperte. Al centro della narrazione ci sono i giovani -come di norma nei libri dell’autore- privi di nuclei familiari stabili, in cui i genitori spesso appaiono più immaturi, fragili e lesionati dei figli. Privi di figure di riferimento, questi ragazzi si ritrovano a crescere da soli, affrontando situazioni difficili da cui talvolta riescono a emergere solo grazie alla bontà dell’autore, il quale durante l’incontro ha espresso la sua filosofia: preferisce raccontare storie in cui gli aerei non cadono, anche se è perfettamente consapevole che gli aerei, qualche volta, cadono. Ho trovato davvero piacevole lasciarmi trasportare dalla prosa di Geda, che è dotato di un’arguzia capace di trasformarsi in rara leggerezza, anche quando tratta di avvenimenti drammatici. Qua e là è possibile trovare tracce di un umorismo teso a evidenziare le contraddizioni di una vita che si risolve in un incastro beffardo tra commedia e tragedia.

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Le tende bianche di Cecilia Latella (Renbooks edizioni)

Siamo nel 1796, durante la campagna napoleonica in Italia. Virginia si sposta dalle campagne torinesi a Milano, in casa del cugino Giovanni e di sua moglie Luisa. Tra una lettera al padre in guerra e qualche pretendente, nel cuore di Virginia si fa strada un sentimento al quale non osa dare un nome, nei confronti della bella Luisa (trama dalla quarta di copertina).

“Le tende bianche” è un volume di Cecilia Latella, edito da Renbooks, acquistato in occasione dell’ARF Comics 2018. Il fumetto è composto da 128 pagine a colori, tutte acquarellate. Avendo notato in passato qualche vignetta che l’autrice aveva pubblicato su Facebook, ero piuttosto curiosa circa quest’opera, sia per l’ambientazione storica (l’Italia di fine Settecento) che per la tematica trattata (un amore tra due giovani donne). Continua a leggere

LETTURE E VISIONI – LUGLIO 2017

IL LIBRO

Mio carissimo rospo di Virginia Woolf, Elliot edizioni

“Mio carissimo rospo” è una raccolta delle lettere scritte da Virginia Woolf ai suoi familiari e conoscenti tra il 1888 e il 1900, periodo in cui l’autrice è prima bambina e poi adolescente, comunque ignara del suo futuro di grande scrittrice. Quanto della futura Virginia Woolf è possibile ritrovare in questi compitini, portati a termine sia per esercitarsi nello scrivere che per consolidare legami affettivi? È presto detto: poco o nulla si intuisce nelle concise frasette brevi, nei tentativi di utilizzare un vocabolario più ampio e meno banale, nella ricerca di un periodare ampio e articolato. Se qualcuno si accosta a questo epistolario sperando di ritrovare qualcosa della futura scrittrice, incapperà in una cocente delusione, in quanto si troverà di fronte a una testimonianza di vita vissuta, priva di pensieri segreti e profonde riflessioni, senza l’ombra di confidenze ardite o inenarrabili confessioni. Non ci è data occasione di sbirciare nel mondo interiore dell’autrice, perché imperscrutabile è il mistero che porta una bimba dall’esistenza non memorabile a maturare una personalità letteraria dalla voce imponente.

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LETTURE E VISIONI – APRILE 2017

IL LIBRO
NeveNeve by Maxence Fermine

La grazia nella scrittura è realtà impalpabile, come fiocco di neve che incanta per la sua purezza. La bellezza della neve ispira il desiderio di possederla, e quando ciò accade il miracolo avviene per un breve istante, prima che la neve si sciolga al calore della mano.
La tensione verso la perfezione è propria dell’animo umano. Per questo Yuko, il protagonista del libro di Fermine, si consacra alla verità della neve e dà inizio al suo viaggio. Un viaggio che è il cammino di ogni uomo alla scoperta di se stesso, dell’amore, della poesia e dell’arte del funambolismo.

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“Sarò quello che sono” di Tommaso Vitiello ed Emanuele Parascandolo

Uscito nel mese di Aprile 2017 per la Gazzetta del Mezzogiorno, quindi nelle regioni di Puglia e Basilicata, il volume “Sarò quello che sono” apre la collana MIDI – Fumetti per il Sud curata da Hazard Edizioni: una serie prevista in dodici uscite, focalizzata su “temi sociali, fatti storici, personaggi, luoghi e leggende della Puglia e della Basilicata”. Leggendo il primo volume, dedicato a Rodolfo Valentino, è subito comprensibile che la qualità del lavoro è tale da rendere la raccolta preziosa.
Gli autori immaginano una notte trascorsa tra Castellaneta e Taranto, una notte in cui il sedicenne Rodolfo dà prova di bravura nel tango, suscitando l’invidia del coetaneo Salvatore, il quale insinua che è una femminuccia e ne ricava un pugno da Rodolfo. Tra i due inizia una scazzottata cui pone termine il buttafuori del locale. Lo scontro però è servito a Salvatore per convincersi che Rodolfo è un uomo, degno di rubare un paio di cavalli e dirigersi a Taranto per divertirsi con un paio di ragazze compiacenti… ma quella notte una scoperta attende il giovane, una scoperta che segnerà la sua vita. Continua a leggere

LETTURE E VISIONI – MARZO 2017

IL LIBRO

Oscure regioni: Racconti dell'orrore vol. 1Oscure regioni: Racconti dell’orrore voll. 1 e 2 by Luigi Musolino
My rating: 4 of 5 stars

“Oscure regioni” è un’antologia in due volumi che raccoglie i racconti horror di Luigi Musolino. Il fil rouge dell’intera opera lo trovo geniale: ogni racconto è dedicato a una regione italiana, di cui si esplora il lato oscuro, alla ricerca di miti e leggende nere, che prendono vita nella narrazione fino a diventare concrete minacce per i protagonisti dei racconti. La stesura presuppone una ricerca, da parte dell’autore, che rende i racconti ancora più interessanti. Non conoscevo, per esempio, le leggende delle regioni che più mi riguardano da vicino, perché queste riferiscono a tradizioni e credenze locali, che appartengono ai paesi, alle frazioni isolate, a quella realtà italiana che spesso dimentichiamo eppure continua la sua esistenza, all’ombra delle città viste dall’alto. Unico appunto alla narrazione è il peso delle sequenze descrittive, che talvolta nella lettura ho avvertito come eccessivo. Inoltre avrei gradito, nell’indice finale, una parentesi che specificasse le regioni protagoniste dei racconti. Nel complesso: un’opera pregevole, piacevole, preziosa. Continua a leggere

Letture e Visioni – Gennaio 2017

IL LIBRO

Figlia di nessunoFIGLIA DI NESSUNO by Amneris Di Cesare
My rating: 4 of 5 stars

La scrittura precisa e ammaliante dell’autrice trascina il lettore in una favela di Rio de Janeiro e gli fa vivere la vita attraverso gli occhi, la mente e il cuore della protagonista, Nivea, che trascorre la sua esistenza nell’unico modo concesso a chi, come lei, è “figlia di nessuno”. Vivere per Nivea significa sopravvivere, fare parte di una realtà dura, priva di sogni e ricca di prove da affrontare e superare. Eppure, anche se la protagonista afferma e ribadisce più volte che i sogni sono un lusso che non si può permettere, che i sogni non fanno parte del suo mondo sanguigno e spietato… proprio lei finisce col dimostrare quanto i sogni sono essenziali all’esistenza degli esseri umani e come, in definitiva, non li si possa separare dalla vita stessa. Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori.

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Letture estive – romanzi storici e gothic d’epoca

FlorenceFlorence by Stefania Auci
My rating: 4 of 5 stars

Ho trovato “Florence” notevole per l’accurata documentazione, la precisione del linguaggio e delle descrizioni d’ambiente. Interessante la scelta del periodo storico e affascinante il protagonista principale, carico d’entusiasmo per l’interventismo di inizio Novecento. Di grande attualità, purtroppo, il tema del romanzo: la guerra, il folle desiderio di morte, l’ansia di proiettarsi verso la distruzione totale e finale. Tema roboante nella prima parte, che acquista un tono dimesso, da sottofondo alle vicende sentimentali dei due protagonisti nella seconda metà del romanzo. Sembrerebbe quasi una frattura, ma il cambiamento è funzionale alla narrazione: dalla follia alla razionalità, dall’odio all’amore, dalla guerra alla pace. Il mio momento preferito: l’incontro del protagonista, Ludovico Aldisi, con un D’annunzio più decadente che mai. Unica nota negativa: ho avvertito il peso delle sequenze descrittive, nel momento in cui non si limitavano agli ambienti ma venivano estese al mondo interiore dei personaggi. Continua a leggere

Letture estive – Fantascienza

bolleLe bolle di Yuanyuan by Cixin Liu
My rating: 5 of 5 stars

Veramente geniale la narrazione di Cixin Liu in ‘Le bolle di Yuanyuan’, in quanto coniuga perfettamente forma e contenuto, leggerezza e densità concettuale. Motore della vicenda è un conflitto sempre attuale: il vecchio e il giovane, due mondi a confronto che ne celano altri, sottintendendo ulteriori dicotomie (padre/figlia, passato/futuro, dovere/piacere). Continua a leggere