Digitale purpurea

Il seguente racconto, vincitore ex aequo del contest “Tre narratori” bandito dal blog “Argonauta Xeno“, si vale dell’editing di Salomon Xeno, ideatore del blog e del contest.

L’orizzonte è una nuvola di polvere in attesa di essere spazzata via. La terra nient’altro che una landa desolata consegnata all’eternità.

Qualcuno, non ricordo chi, raccontava di un tempo in cui il cielo non aveva il colore della cenere. Sosteneva che un globo di luce illuminava il mondo e riscaldava la vita.
Era un’epoca lontana, diceva, ma credo fossero tutte invenzioni di una mente malata. La mente, con l’età, ci abbandona, ecco tutto. Non siamo che un mucchio di frammenti tenuti insieme da una colla cattiva. Ci lasciamo indietro i pezzi e neanche ce ne accorgiamo. Continua a leggere

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Nero come la neve

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Aprile 1945.
Sapevamo che c’era la guerra, che esistevano il male e l’orrore.
Eppure la guerra, il male e l’orrore ci apparivano quali favole remote, incapaci di raggiungerci, perché sull’Appenzell non c’erano che spesse coltri di neve in inverno e un mare d’erba punteggiato da anemoni e violette in estate. La guerra si riduceva a frammenti di suoni trasmessi da radio instabili, suoni che non potevano toccarci, noi che avevamo trascorso l’infanzia seppellite nella neve dell’Appenzell, noi che sbocciavamo in un’adolescenza educata nelle tristi primavere dell’istituto Rosenberg, nel cui recinto eravamo state disposte da madri previdenti e padri facoltosi. Continua a leggere

La dama in rosso

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Giovanni percorreva il vicolo buio, incurante degli sguardi dei derelitti che incrociavano i suoi passi per le calli di Venezia. Ai suoi occhi, quei disgraziati apparivano quali sarebbero stati in un futuro non troppo lontano: cadaveri putrefatti, scheletri nudi e misere carcasse.
Da un momento preciso, nella sua esistenza, la visione delle cose e delle persone era mutata: attorno a lui non c’erano che rovine e salme in decomposizione. Le carni imputridivano, ospitando vermi; i seni delle donne, pieni di rughe, si avvizzivano e cadevano brano a brano; i capelli si imbiancavano, crescevano e cadevano a velocità accelerata. Continua a leggere

Lo specchio dell’anima

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“Deorum manium iura sancta sunto.”
“Siano sacri i diritti degli dei degli Inferi.”
(Legge delle XII Tavole)

“Da quando Ottobre è diventato il mese dell’estate che non vuole morire? Di questo passo – mi dicevo tra un’ora di lezione e l’altra – festeggeremo Halloween col costume da bagno”.
Facendosi la ricorrenza ogni giorno più vicina, cresceva tra gli studenti la consapevolezza di un pensiero comune, che prendeva corpo nel ragazzo seduto all’ultimo banco. Il suo aspetto si incupiva ogni giorno di più, e tutti quanti sapevano il perché.
Io, che per istinto o per vigliaccheria di solito tendevo a evitarlo, mi decisi a sedermi accanto a lui e domandare:
– Come stai?
Andrea alzò la testa, stupito, quasi quanto me:
– Abbastanza bene. E tu? Continua a leggere

Un regalo per Alois

Alois

– Non mi ricordavo di aver scavato così a fondo.
Gilbert poggiò il piede sulla vanga, perché andasse in profondità.
– Già, chi l’avrebbe detto che dei mocciosi avessero tutta quella forza!
Lavoravamo di buona lena dalla fine del tramonto e si era fatto ormai buio pesto. In una notte di Natale senza stelle avevamo deciso di farci un regalo, andando a disseppellire il nostro tesoro. Il nostro segreto.
Finalmente urtammo contro qualcosa.
– Ci siamo. Continua a leggere