Ufficio oggetti smarriti

– Le cose le scivolano di mano facilmente.
Sentenzia la mia guida, raccogliendo la foto che mi ero lasciato scappare dalle dita.
La riprendo in mano, ricevendola dalle sue. Raffigura mio figlio, con mia nuora e mio nipote di cinque anni. Il loro non è un sorriso di circostanza… è sincero, scalda il cuore.
– Dove si trovano adesso?
È da quando sono entrato nel suo ufficio che il vecchio s’impiccia dei fatti miei. Cammina sbilenco. Una delle maniche della giacca gli pende vuota, credo che non abbia un braccio.
– Sono a Chicago, non li vedo da un po’ – rispondo, irritato.
– È un oceano, dall’Australia. Continua a leggere

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Estratto – Un fantasma molto affamato – Watson Edizioni

Vi ricordo che in occasione del Romics (manifestazione prevista a Roma per il 6-9 Aprile 2017) sarà disponibile allo stand della casa editrice il romanzo per ragazzi “Un fantasma molto affamato” che ho firmato per Watson edizioni. Il titolo sarà poi ordinabile in libreria.

Ecco un estratto dal romanzo. Continua a leggere

Digitale purpurea

Il seguente racconto, vincitore ex aequo del contest “Tre narratori” bandito dal blog “Argonauta Xeno“, si vale dell’editing di Salomon Xeno, ideatore del blog e del contest.

L’orizzonte è una nuvola di polvere in attesa di essere spazzata via. La terra nient’altro che una landa desolata consegnata all’eternità.

Qualcuno, non ricordo chi, raccontava di un tempo in cui il cielo non aveva il colore della cenere. Sosteneva che un globo di luce illuminava il mondo e riscaldava la vita.
Era un’epoca lontana, diceva, ma credo fossero tutte invenzioni di una mente malata. La mente, con l’età, ci abbandona, ecco tutto. Non siamo che un mucchio di frammenti tenuti insieme da una colla cattiva. Ci lasciamo indietro i pezzi e neanche ce ne accorgiamo. Continua a leggere

Più leggero di una piuma

bast

Cose piccole si muovono nel buio, all’ombra della Piramide Cestia.
In quel luogo che da sempre è il prediletto per gatti e gattari di Roma, si raduna la moltitudine felina nell’ora riservata al cibo e alle carezze di nonna Franca, eterna vecchina votata ai gatti di strada.
Si era ai principi di Novembre e qualcosa di insolito stava per accadere, nella stradina tappezzata di foglie gialle spalmate sull’asfalto. Continua a leggere

Nero come la neve

nerocomelaneve

Aprile 1945.
Sapevamo che c’era la guerra, che esistevano il male e l’orrore.
Eppure la guerra, il male e l’orrore ci apparivano quali favole remote, incapaci di raggiungerci, perché sull’Appenzell non c’erano che spesse coltri di neve in inverno e un mare d’erba punteggiato da anemoni e violette in estate. La guerra si riduceva a frammenti di suoni trasmessi da radio instabili, suoni che non potevano toccarci, noi che avevamo trascorso l’infanzia seppellite nella neve dell’Appenzell, noi che sbocciavamo in un’adolescenza educata nelle tristi primavere dell’istituto Rosenberg, nel cui recinto eravamo state disposte da madri previdenti e padri facoltosi. Continua a leggere

In fondo al cuore della città silente

infondoalcuore

La luce, facendosi strada attraverso le vetrate della porta, illumina la panchina di metallo, la bacheca in disuso e lo sportello ligneo della biglietteria, chiuso. La foto mostra un luogo d’altri tempi, l’intonaco staccato dai muri scrostati.
Eppure, di là dalla porta chiusa, si intuisce il sole. Questo basta a rendere quel posto assai più desiderabile del mio presente. Continua a leggere

Giordano e l’angelo

giordanoangelo

Giordano guardò lo schizzo e lo confrontò con la statua di fronte a lui.
Raffigurava uno splendido angelo a guardia di un sepolcro nel Cimitero civico, scelto tra tanti come modello da ritrarre per l’espressione dolente e solenne insieme, i capelli animati da una brezza immaginaria, la muscolatura affiorante sotto le vesti lievi. Continua a leggere

Il segreto del liuto

ilsegretodelliuto

Era Mastro liutaio da trent’anni e quel liuto avrebbe voluto tenerlo. Ma il giovane figlio del re, durante una battuta di caccia aveva scoperto la sua bottega nel bosco, e adesso lo stava chiedendo per sé.
– Dimmi il suo costo. Si tratta dello strumento più bello tra quanti ho mai visto.
Asserì il ragazzo con voce cristallina, che sapeva farsi diamante.
Mastro Hardun sospirò, sgonfiando il ventre di zampogna.
– È l’unico pezzo da cui non posso separarmi, maestà. Qualsiasi altro lo pagherete metà: lasciatemelo, vi prego. Continua a leggere

Risveglio (fumetto completo)

Era da un po’ che meditavo di recuperare qualche fumetto breve realizzato negli anni Novanta… una vera e propria “operazione nostalgia”, per me, dal momento che da molti anni mi sono orientata sulle sole sceneggiature. Il racconto è stato pubblicato nel numero 1 della prozine “Sephiroth” (MicroArt edizioni) nel 1996 e, pur con tutte le sue ingenuità, lo trovo ancora godibile. Ho un altro paio di fumettini da recuperare, ma lo farò solo se ci saranno dei commenti sul blog che li richiedono esplicitamente 😛

La dama della torcia

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Egregio prof. De Michelis, Le invio la mia approssimativa traduzione del “Codex” ritrovato nei dintorni di Grenoble. Il volume, che versa in condizioni discrete e non presenta significative lacune nel testo, è opera di un anonimo del ‘500 e consta di un florilegio di storie ispirate alla materia epico cavalleresca.

“Gli scrigni delle belle storie traboccano delle gesta di antichi cavalieri, vissuti al tempo in cui gli esempi di cortesia e onore, nobiltà e coraggio brillavano in gran misura nelle città e nelle campagne. Ma, poiché i racconti sulle loro dame risultano assai più rari, renderò giustizia alle gentili col narrare la storia di Eliana, dama della Torcia. Continua a leggere

Uroboros

uroboros

Quando tocca il suolo, il collo si spezza. Sento le carni cedere, il cranio macinare sotto il bolide di metallo.
Cristo, mi rodeva troppo di lavorare pure a Natale e non ho visto il semaforo.
L’ho steso, poveraccio.
Che faccio ora? Accarezzo l’ipotesi di fermarmi, poi l’acceleratore.
Un’ora più tardi sono Santa Claus in un grande magazzino; distribuisco sorrisi assassini e caramelle al gusto misto di rimorso e paura, prima di uccidermi d’alcool quella sera stessa.
Tanti auguri a me, non voglio pensare.

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