Reminder – Antologia digitale gratuita “Verso un nuovo mondo”

Un breve post per ricordare che l’antologia “Verso un nuovo mondo“, contenente il mio racconto “Noi siamo matrice“, è gratuita nella versione digitale a questo indirizzo Amazon.
La versione cartacea, della cui vendita il ricavato è destinato integralmente alla fondazione “Umberto Veronesi”, si trova a questo indirizzo. Buona lettura, buona donazione.

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Estratto – Noi siamo Matrice

Estratto dal racconto vincitore ex-aequo del concorso “Verso un nuovo mondo”, promosso dall’ass. cult. Hyperion. Il racconto fa parte dell’antologia omonima, disponibile in cartaceo online. La versione digitale è scaricabile gratuitamente qui. Si tratta di un’antologia molto valida per la qualità dei racconti e la cura editoriale. Inoltre l’intero ricavato dell’opera sarà devoluto in favore del progetto per l’oncologia pediatrica “Gold for Kids” della Fondazione Umberto Veronesi.

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La musica nell’abitacolo risuona come un canto da culla, una ninnananna lontana.
Disteso nella capsula di trasmissione, sento il liquido di connessione neurale salire lambendo i polpacci, i glutei, la schiena. Poi cresce sulle spalle, il torace, le ginocchia. Infine ricopre il petto e la testa.
Completamente immerso nella viscosità liquida, inspiro con lentezza, riempiendo di ossigeno i polmoni. I sensori collegati alla testa stimolano l’attività cerebrale e in pochi istanti mi connetto all’Affluente, che risalgo fino a toccare la Corrente. Raccolgo quanto consentito alla presenza dei Guardiani: una scintilla creativa, una perla di luce. Basta questo perché si formino immagini e parole. Mentre elaboro la materia viva e pulsante, so cosa devo raccontare e come. Così inizia il mio canto: Continua a leggere

Il passaporto

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Nessuno teme il freddo pungente di Dicembre, all’interno di un autobus notturno dai vetri appannati. Quand’ecco che d’un tratto, inaspettato come una tormenta di neve che si abbatte nella stanza calda e raccolta, sale il controllore, e una vistosa agitazione serpeggia nell’abitacolo ricolmo di confusa umanità.
— Biglietti, prego!
Dev’essere perché il biglietto non ce l’ho, che il cuore comincia a sussultare. Cerco di convincermi che, in fondo, quest’uomo in divisa non può nulla. Se gli arti tremano, è certo per il freddo, non per la paura. È vero, sono uno straniero senza permesso di soggiorno, ma chi può farci caso?
Mi limito quindi a osservare la scena, senza fare movimenti sospetti che possano in qualche modo segnalare la mia presenza. Continua a leggere

Relitti (ESTRATTO)

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A ogni risveglio dalla capsula criogenica, la prima cosa che vedo è il peluche a forma di capra, fissato alla base con un elastico perché non sia sbalzato via dai movimenti dell’astronave.

È importante, quando apri gli occhi, vedere qualcosa che ti aiuti a mettere insieme i pezzi. Seguendo la capretta volteggiare nell’ambiente, la mente si lascia annegare in un oceano verde: il manto erboso di Terra II. Quasi mi sembra di sentire la voce di mamma. Svegliati, Kris! Dormiglione… La colazione è pronta! Continua a leggere

Karma cattivo (estratto)

Minidisognanti

Warning: il seguente racconto è incompleto, terminando nell’antologia “Di sognanti e altri eroi”, Plesio editore, disponibile per il download a pagamento qui.

Nell’ufficio grigio e asettico, la Guida in divisa indica una postazione.
Mi guardo intorno: la sala è tanto ampia da non riuscire a vedere la fine. Tutto l’ambiente risulta diviso in moduli identici, una successione di cubi di metallo separati da pareti divisorie. In ogni unità cubica un unico impiegato siede alla propria scrivania, intento allo schermo di un computer, battendo i tasti senza interruzioni. Continua a leggere

L’ultimo sogno alla fine del mondo

WALL EIn principio, nella camera, era il buio.
Poi una timida luce dorata faceva la sua comparsa, aumentando d’intensità, fino ad acquistare una tonalità rossa: un cuore di metallo si era risvegliato.
Con gesti spigolosi e lenti, lo scheletro meccanico si muoveva, re dimenticato nel regno della confusione e della ruggine.
L’appartamento era un vecchio monolocale ricolmo del ciarpame più disparato, dove ogni oggetto sembrava attendere il suo demiurgo, l’occasione di una nuova vita che mano sapienti avrebbero avuto il potere di donare. Continua a leggere