LETTURE E VISIONI – APRILE 2017

IL LIBRO
NeveNeve by Maxence Fermine

La grazia nella scrittura è realtà impalpabile, come fiocco di neve che incanta per la sua purezza. La bellezza della neve ispira il desiderio di possederla, e quando ciò accade il miracolo avviene per un breve istante, prima che la neve si sciolga al calore della mano.
La tensione verso la perfezione è propria dell’animo umano. Per questo Yuko, il protagonista del libro di Fermine, si consacra alla verità della neve e dà inizio al suo viaggio. Un viaggio che è il cammino di ogni uomo alla scoperta di se stesso, dell’amore, della poesia e dell’arte del funambolismo.

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IL FILM

1814 di Andrés Puutusmaa

Amo l’Ottocento, motivo per cui la sinossi di questo film del 2007 mi aveva attratto. Ambientato in un liceo di San Pietroburgo, il film mostra un gruppo di adolescenti (tra i quali spicca un giovane Aleksandr Puškin) impegnati a individuare e smascherare un assassino seriale di giovani donne. Il plot può interessare, ma il film delude: la vicenda non convince, l’intrigo “giallo” è risolto con una certa stanchezza, eventuali sottotrame e riferimenti metatestuali non vengono approfonditi, il tutto appare un po’ gratuito. Risultato: terminata la visione, ho rispolverato “Gothic 1816” di Ken Russell. Se la visione deve prevalere sulla narrazione, che almeno ci si nutra di genialità conclamata.

IL FUMETTO

Une nuit à RomeUna notte a Roma by Jim

Edizioni BD, 208 pagine a colori, 18 euro. “Una notte a Roma”, ossia il vizio di sognare, il gusto dell’irrinunciabile desiderio celebrato da Jim, alias Thierry Terrasson, che mette in scena l’ordinario dramma esistenziale di un novello quarantenne a nome Raphael. Raphael è arrivato a una svolta, a quella scelta che forse ha rimandato per troppo tempo: sposarsi, fermarsi, essere padre, arrendersi al lento scorrere della quotidianità, lasciar andare i sogni giovani e il brivido della spensieratezza. Ma guardarsi indietro è un sospiro, un’occhiata a quella VHS spedita dal passato. Tornare a sognare, è un attimo. Allora perdere tutto, tuffarsi nell’ignoto, inseguire qualcosa che nemmeno esiste… è irrimediabile urgenza.
A trent’anni la ricerca del tempo perduto è un ultimo bacio, ci ricorda Muccino.
A quaranta è una notte a Roma.

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