Estratto – Noi siamo Matrice

Estratto dal racconto vincitore ex-aequo del concorso “Verso un nuovo mondo”, promosso dall’ass. cult. Hyperion. Il racconto fa parte dell’antologia omonima, disponibile in cartaceo online. La versione digitale è scaricabile gratuitamente qui. Si tratta di un’antologia molto valida per la qualità dei racconti e la cura editoriale. Inoltre l’intero ricavato dell’opera sarà devoluto in favore del progetto per l’oncologia pediatrica “Gold for Kids” della Fondazione Umberto Veronesi.

noisiamomatrice

La musica nell’abitacolo risuona come un canto da culla, una ninnananna lontana.
Disteso nella capsula di trasmissione, sento il liquido di connessione neurale salire lambendo i polpacci, i glutei, la schiena. Poi cresce sulle spalle, il torace, le ginocchia. Infine ricopre il petto e la testa.
Completamente immerso nella viscosità liquida, inspiro con lentezza, riempiendo di ossigeno i polmoni. I sensori collegati alla testa stimolano l’attività cerebrale e in pochi istanti mi connetto all’Affluente, che risalgo fino a toccare la Corrente. Raccolgo quanto consentito alla presenza dei Guardiani: una scintilla creativa, una perla di luce. Basta questo perché si formino immagini e parole. Mentre elaboro la materia viva e pulsante, so cosa devo raccontare e come. Così inizia il mio canto:
Entrato nella Foresta Sequoia, Yorick ricordò la profezia della Signora delle Rocce. Allora non aveva potuto guardarla negli occhi, impaludata com’era nelle vesti cerimoniali, ma era sicuro che lei lo avesse accarezzato con lo sguardo, benedicendolo col suo respiro profumato. Quindi la donna aveva cominciato a mescolare il mazzo di carte, avvisando che ne mancava una: la Regina di Cuori. La Regina di Cuori, una volta che l’hai perduta, non ritorna più.

«La Regina di Cuori, una volta che l’hai perduta, non ritorna più». Bello. Non abbastanza, però. Mi sembra di sentire un richiamo in sottofondo, un mormorio appena accennato. L’eco di un desiderio rimosso, proibito, bruciante. Torno a immergermi nella Corrente, ignorando l’aria truce del Guardiano che volge lo sguardo nella mia direzione. La sentinella non può nulla contro di me: non è che un programma elaborato dal computer, l’allarme azionato dal limite che sto varcando. Suppongo mi costerà qualche centinaio di crediti di multa. Supero le Colonne d’Ercole della creatività, mi abbevero alla fonte primaria della Corrente e restituisco quanto ricevuto in forma di musica e parole:
«Troppo dovrai soffrire, guerriero delle Alte Montagne, nel viaggio che ti è stato destinato e che tu stesso hai scelto. Nella Foresta Sequoia scioglierai il mistero della tua esistenza, apprenderai per quale scopo sei venuto al mondo…»

Ancora non basta. Quella che sto raccontando è una storia sentita mille volte. La ninnananna continua a riempire questo spazio sospeso nel tempo. Dove finisce la Corrente? Nessuno lo ha mai scoperto. Eppure deve esserci un luogo in cui sbocca, così come deve esistere una sorgente. Voglio trovare questo posto. Lo cerco, mentre continuo a trasmettere parole attraverso il liquido neurale:
«…ma sappi che se molto acquisterai, perderai altrettanto. Dovrai spingerti oltre strade già tracciate, tracciando da solo la tua strada. Grandi imprese ti attendono, ma dovrai versare un tributo esoso. Dimmi, sei disposto ad accettarlo per intero, anche se ne ricaverai un danno immenso?»
Yorick annuì, grave. Accettava il suo destino. Avrebbe vuotato il calice. Pagato il fio.

Risalendo la corrente, un lampo brilla all’improvviso. Nel bianco si aprono sprazzi di luce viva, capelli che incorniciano un volto di fanciulla. Occhi che leggono dentro, labbra appena increspate. I pensieri si fermano, le parole svaniscono. Vuoto.

«La Regina di Cuori, una volta che l’hai perduta…»

Vuoto assoluto. Quasi urlo per la sorpresa. Non c’è più niente, niente nella testa. Neanche una frase minima, una virgola, l’impronta di un’idea. La Corrente… non c’è più. Sono scollegato? Possibile? Non riesco ad accettare la risposta che si forma adesso nella mente.
Urlo. Sto urlando davvero. Devo uscire. Uscire subito da qui!
Aperta la capsula, affronto un attacco di panico in piena regola. Respiro a fatica, le gambe non mi reggono. Sono certo di stare per svenire.

(continua…)

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Nell’immagine: “Terra E” di Takemiya Keiko.

 

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