Il passaporto

moschin

Nessuno teme il freddo pungente di Dicembre, all’interno di un autobus notturno dai vetri appannati. Quand’ecco che d’un tratto, inaspettato come una tormenta di neve che si abbatte nella stanza calda e raccolta, sale il controllore, e una vistosa agitazione serpeggia nell’abitacolo ricolmo di confusa umanità.
— Biglietti, prego!
Dev’essere perché il biglietto non ce l’ho, che il cuore comincia a sussultare. Cerco di convincermi che, in fondo, quest’uomo in divisa non può nulla. Se gli arti tremano, è certo per il freddo, non per la paura. È vero, sono uno straniero senza permesso di soggiorno, ma chi può farci caso?
Mi limito quindi a osservare la scena, senza fare movimenti sospetti che possano in qualche modo segnalare la mia presenza.L’ispettore controlla la coppia di fidanzati appiccicati l’uno all’altro, sul fondo. A occhio e croce, lui ha il triplo degli anni di lei, ma il tutore della legge non può opporsi a un amore irregolare, se il biglietto è timbrato a norma. Quindi è la volta dell’uomo segaligno, tipo sospetto da bisca clandestina, che sfodera l’asso vincente tra tosse e cravatta a scacchiera. La giustizia arretra di fronte a una carta di credito platinata… partita persa, scacco matto. Riscossa la multa, il controllore si dirige verso la studentessa rimasta in disparte, che gli pianta addosso un’arma non convenzionale: due occhioni da cerbiatta in trappola. Umilmente lei esibisce l’abbonamento annuale e lui è già passato oltre.
Ecco, è il nostro turno, quello dei due extracomunitari che cercano di far finta di niente.
Mi faccio piccolo piccolo e l’uomo in divisa punta l’altro, facendo la voce grossa. Quello gli dà a intendere che non capisce cosa voglia. Vuole soldi? Mostra una banconota da 10 euro, stropicciandola tra i polpastrelli. Il controllore fa cenno di no, non vuole i soldi, chiede di nuovo:
— Ticket, please!
Infine, di fronte all’ennesimo gnorri, sfodera un inedito:
— Passport, please!
Proprio così: il passaporto, i documenti.
Hai voglia di insistere… quel poveraccio, ovvio, il passaporto non ce l’ha, così come non l’ho io. Nessuno mi ha dato uno di quei ridicoli pezzi di carta quando mi sono imbarcato in questa avventura, né io mi sarei mai sognato di chiederlo.
Il tutore dell’ordine si appresta a chiamare la polizia per un controllo. Guardo il mio compagno di sventura, mentre gocce di sudore freddo gli imperlano le tempie e il cuore gli martella nel petto. La sua paura è la mia, il suo terrore è il mio terrore. Le nostre case, i nostri cari sono lontani e nessuno ci proteggerà. Come è duro trovarsi fuori, allo scoperto, senza speranza e senza riparo, in attesa di essere schiacciati dalla tempesta.
Quando tutto sembra perduto, ecco che il mezzo di trasporto raggiunge la fermata e il malcapitato si fionda fuori, simultaneamente all’apertura delle porte. Sono con lui.
Una volta all’aria aperta, approfitto dell’occasione per prendere il volo, discreto e illeso. Distendo le ali e mi stacco dal suo ruvido paltò.
Ritrovo il mio respiro, i battiti decelerano fino a toccare un ritmo naturale.
Spazio siderale, accoglimi, ché non vedo l’ora di tornare a casa! Per fortuna questa vacanza è agli sgoccioli. Certo, adesso tocca ammettere che non era priva di senso la decisione del Dipartimento degli Esteri di farci prendere l’aspetto di mosche, comuni sulla Terra. In effetti non è il caso di spaventare i locali, che potrebbero prenderla a male, messi davanti ai nostri cento arti e alla pelle verde.
Per una vacanza, ogni tanto, ci è possibile lasciare il nostro grigio, anonimo pianeta, dove le cose filano sempre lisce, per immergerci nel caos terrestre. Scopo delle ferie è quello di farci riprendere il lavoro con serenità e di buon grado… perché, a pensarci bene, è di gran lunga preferibile un mondo noioso, asettico ed efficiente, rispetto all’incubo in cui si dibattono questi miseri esseri, vessati lungo la loro intera, piccola esistenza da quella mostruosità che loro chiamano… chiamano… sì, burocrazia.

MiniNASF11

RACCONTO PUBBLICATO NEL NOVEMBRE 2015 NELL’ANTOLOGIA “N.A.S.F. 11”, a cura dell’Ass. Cult. BraviAutori. ANTOLOGIA DISPONIBILE PER L’ACQUISTO QUI.
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