Memorandum – Ricordati di dimenticare (ESTRATTO)

MiniSeconda

10 Giugno – Motto del giorno: resisti, l’estate è alle porte

Se apri gli occhi e la prima cosa che vedi è Peppa Pig che ti sorride dallo schermo a 32 pollici, forse è arrivato il momento di smetterla di lasciare il televisore acceso senza volume, la sera. Lo sai che ogni volta va a finire che ti addormenti sul divano.

Lily ti sta già facendo le fusa, strusciandosi al bordo del letto perché ha fame? Complimenti, vuol dire che sei riuscita nell’impresa di svegliarti in ritardo anche l’ultimo giorno di scuola: il tacco della madre del bambino autistico che segui starà già battendo nervosamente a terra, in attesa che tu ti faccia viva.

– “Mi scusi, la sveglia non ha suonato!” – giustificati, guardandoti le scarpe, così quella potrà sbuffare al cielo terso di Giugno. Fa niente, sei già in ritardo. Prendi il bambino e portalo in classe: naturalmente anche oggi il professore di turno è assente ma nessuno sarà lì a sgridarlo (lui), perciò ti toccherà pure fare supplenza, nonostante tu sia un’insegnante di sostegno.

Improvvisa una lezione di italiano, puoi farcela, in fondo è solo una terza elementare. E invece no. Ben presto scopri che non sono gli argomenti a mancarti, ma l’esperienza. Non devi meravigliarti se in pochi minuti ti ritrovi a sgolarti perché non riesci a impedire che trenta simpatiche canaglie in odore di libera uscita se ne vadano in giro a fare la conoscenza di gomiti, scarpe e ginocchia altrui. E scordati di riuscire a trovare un momento per seguire il bambino per cui, in teoria, sei stata assunta.

L’ora successiva devi passarla in Prima A? Comincia a tremare. Isabella ha un nome grazioso, ma il suo handicap è il più grave tra i bambini dell’istituto. Con lei l’impegno è soprattutto fisico; impedirle di uccidere qualcuno, il tuo primo dovere. Ti permettono di portarla a giocare fuori, in un’aula apposita, soltanto dopo aver esaurito ogni strategia utile. Oggi, comunque, sembra tranquilla, almeno fino a quando inizia a urlare e graffiarti perché deve andare in bagno. Una volta dentro, la fa più per terra che nella tazza, ma dimenticati di riuscire a trovare un inserviente. Sei sola nella galassia nauseabonda degli escrementi umani: fa’ finta di niente (in fondo è solo un cesso), chiudi la porta e vattene. Qualcuno pulirà.

In seguito, la preside ti spiega che sì, il bidello è stato sgridato, ma le condizioni dei servizi igienici devono sempre essere im-ma-co-la-te, perciò è di capitale importanza che, d’ora in avanti, ti premuri di informare il personale con maggiore puntualità e accortezza. In fondo, anche se sei ancora precaria, hai superato da un pezzo i trent’anni, non dovrebbe essere impossibile per te adoperare la testa come una persona re-spon-sa-bi-le, no?

Annuisci e, nel contempo, proietti la tua mente verso l’estate che sta per arrivare, nel momento in cui scuola, piccole pesti e presidi stronze non saranno che puntini lontani dalla tua vista e dai tuoi pensieri. Già ti vedi spanciata al sole, le unghie laccate con cura, mentre assapori pagina dopo pagina l’ultimo romanzo di Mankell e la coda di Lily ti esplora soffice la pianta dei piedi. La sera, poi, una fetta di melone e un calice di vino serviranno da malinconico placebo contro la notte solitaria.

Sogna, ragazza, sogna… la tua fuga da un presente insoddisfatto.

Continua nell’antologia “Seconda – 15 racconti che danno del tu” a cura di Serena Bertogliatti e Davide Schito, disponibile per il download gratuito qui.
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...