Puntualizzando ovvero una storia d’amore nata male

puntualizzando
Il punto era veramente stufo della virgola.
Lei era socievole, easy, si infilava dappertutto con ostentata invadenza. Lui segnava la fine di un periodo, di un discorso, di una storia d’amore. Lei era tutta curve, voluttuosa, sexy, concava o convessa a seconda dei punti di vista. Lui perentorio, impegnativo, definitivo e chiuso in se stesso.
Ma chi si credeva di essere quella svergognata, che il più delle volte cascava a sproposito?
Il punto avrebbe voluto dirgliene quattro. Ma non capitava mai che si incontrassero: quando c’era l’uno, non c’era l’altra.
Almeno fino al giorno fatale in cui si ritrovarono insieme… e fu il punto e virgola.
In quell’occasione, il punto squadrò dall’alto verso il basso la sua rivale: non sembrava poi così temibile. A dirla tutta, non erano neanche sullo stesso piano. La virgola però, da quella posizione, poteva spiarlo sotto i calzoni. Il punto si schiarì la voce e le disse chiaro e tondo di non montarsi la testa. La virgola ribatté che era lui, invece, a darsi troppe arie da star della punteggiatura. Neanche fosse l’unico punto in circolazione… eppure doveva saperlo, di quelli che andavano sempre in coppia come i carabinieri! Il punto rispose stizzito che ne era a conoscenza, dal momento che erano suoi cugini. Poi, per senso di completezza, aggiunse che esistevano anche i tre puntini sospensivi. Gemelli monozigoti, il risultato di un’esitazione al momento del parto. Lei sottolineò che quei tre non li considerava neppure, tanto apparivano egocentrici. Quando si chiedeva loro qualcosa, poi, facevano i vaghi.
Il punto avallò suo malgrado queste osservazioni: procedere sempre in tre era indice di un carattere debole e di una personalità alquanto anonima. Del punto e della virgola, invece, si poteva dire che fossero eroi solitari. Sapevano prendersi le proprie responsabilità e non lasciavano mai un discorso a mezzo.
Il punto e la virgola si sorpresero a trovarsi d’accordo sulla reciproca utilità. Del resto, potevano considerarsi Adamo ed Eva nel paradiso della grammatica e tutti gli altri dei succedanei poco riusciti.
Decisero infine che si sarebbero tollerati a vicenda, che in fondo potevano trovare dei motivi per convivere pacificamente. Insomma, si piaciucchiavano. Presero a frequentarsi di tanto in tanto, ma ogni volta durava poco, a causa di una evidente scarsa compatibilità. Insomma: si attraevano e si respingevano, come in tutte le storie d’amore nate male.

Questa è la ragione per cui la loro unione avviene di rado, in luoghi per lo più impropri, generando talvolta un certo imbarazzo.

NELLA FOTO: Illustrazione per la festa di Tanabata.
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