Candy Candy – i romanzi

Editi da Kappalab, i due romanzi di Candy riassumono e portano a compimento le vicende di un’icona dei manga e anime giapponesi.

Candy Candy (Candy Candy Final Story, #1)Candy Candy by Keiko Nagita
My rating: 4 of 5 stars

Leggere il romanzo di Candy scritto dalla sua autrice è stata un’avventura nel regno della nostalgia… mi sembrava di vedere le scene che hanno scandito la mia infanzia! Questo primo romanzo di Candy è godibile, comunque, non solo per gli appassionati della bionda eroina, ma anche per gli amanti dei romanzi ottocenteschi o di primo novecento destinati a un pubblico giovane: “Anna dai capelli rossi”, “Papà Gambalunga”, “Heidi” e “La piccola principessa”… La narrazione segue moduli tradizionali, il che rende questa lettura meglio indicata, forse, per i lettori di lunga data. Le vicende seguono piuttosto pedissequamente gli avvenimenti del manga e della versione televisiva, aggiungendo qua e là qualche dettaglio. Questo primo volume si occupa dell’infanzia di Candy, del periodo trascorso a Lakewood (quindi l’incontro con Anthony) e parte degli anni del collegio inglese in cui incontra Terence.

Candy Candy: lettere (Candy Candy Final Story, #2)Candy Candy: lettere by Keiko Nagita
My rating: 3 of 5 stars

Ho trovato questo secondo volume meno convincente del primo. Tratta le vicende finali della Royal S.Paul School e l’ultima parte delle avventure di Candy, la sua decisione di diventare infermiera e il rapporto con Albert. L’autrice, per riassumere un materiale narrativo troppo vasto, ha utilizzato l’espediente delle lettere che la protagonista scrive a tutti (proprio tutti, manca solo la puzzola forse) i personaggi incontrati, anche quelli di cui non si fa menzione nei romanzi, ma nell’anime e nel manga. Ciò purtroppo ha come risultato quello di sfilacciare l’azione, e di focalizzarla su particolari irrilevanti anziché svolgere i nodi centrali della vicenda. Questo esito è voluto dall’autrice, che intenzionalmente, come scrive lei stessa nella postfazione, ha lasciato certe questioni in sospeso, mantenendo una sostanziale ambiguità. Nonostante la debolezza della struttura di questo secondo romanzo, resto affezionata seguace e convinta lettrice di Keiko Nagita, in arte Kyouko Mizuki, trovando esemplari le sue opere, contrassegnate da una particolare delicatezza.

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