Uroboros

uroboros

Quando tocca il suolo, il collo si spezza. Sento le carni cedere, il cranio macinare sotto il bolide di metallo.
Cristo, mi rodeva troppo di lavorare pure a Natale e non ho visto il semaforo.
L’ho steso, poveraccio.
Che faccio ora? Accarezzo l’ipotesi di fermarmi, poi l’acceleratore.
Un’ora più tardi sono Santa Claus in un grande magazzino; distribuisco sorrisi assassini e caramelle al gusto misto di rimorso e paura, prima di uccidermi d’alcool quella sera stessa.
Tanti auguri a me, non voglio pensare.

L’indomani risorgo sul luogo del delitto: calma piatta, dell’incidente nessuna traccia.
Squilla il cellulare mentre attraverso la strada.
È il capo. Devo andare al lavoro: è Natale.
Ma… non era ieri? Devo averlo sognato, che sbronza epocale!
Allora lo vedo ed è troppo tardi. L’impatto è fortissimo.
Quando tocco il suolo, il collo si spezza. Sento le carni cedere, il cranio macinare sotto il bolide di metallo.
Dio… che fregatura, il Natale!

Racconto completo di Emilia Cinzia Perri, pubblicato sulla pagina Facebook di Letteratura Horror, Dicembre 2013.
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