La bella estate di nonna Fernande

fernandeolivier

Anche se non era davvero nostra nonna, tutti nella pensione la chiamavamo grand-mère Fernande. Aveva capelli bianchi raccolti assieme agli affanni, rughe e malanni scolpiti in un groviglio interiore. La porta della sua stanza era sempre un po’ aperta, come il suo cuore. Nell’uno e nell’altra, del resto, non c’era più nulla da rubare.
Dovevano piacerle il calpestio delle nostre scarpe verdi al ritmo di Le temps de l’amour di Françoise Hardy e i rimbrotti di maman crepati d’intonaco vecchio, credo. Quando tossiva, mi affacciavo sulla soglia per sbirciare la sua figura, curva alla finestra.
Grand-mère, vi porto qualcosa?
Allora si voltava a guardarmi, ed era un libro aperto: se tremava una lacrima, l’aveva raggiunta l’ombra di un dolore; se invece era un sorriso a brillare, doveva trattarsi di un ricordo felice. Quindi cominciava a raccontare…
– Mi chiamavano “la belle Fernande” e quell’estate lui mi portò non lontano da Creil, in Rue des Bois, con il cane e la gatta gravida. Era una dépendance nella fattoria di un piccolo villaggio. Lì, il ritmo pigro della vacanza ebbe la meglio su di noi. Ci svegliavamo tardi, lui pensava alla Spagna e poi mi accarezzava. Il letto tornò a essere dolce, i nostri problemi sembravano perdere peso, divenire meno gravi. Vennero gli amici per godersi l’idillio ritrovato: Derain, poi Max Jacob, Apollinaire e Vanderpyl con signora. I gattini appena nati succhiavano il latte e la vita, la foresta mormorava, un vento tiepido baciava le labbra dell’uomo che un tempo mi amava. Qualche schizzo, un pensiero fermato su un frammento di carta. Parigi e l’inverno erano lontani.
La nonna si fermava sospirando, prima di concludere:
– In cose così piccole, c’è tutto.

Fu solo in seguito, anni dopo la morte di grand-mère, che qualcuno mi mostrò una sua foto da giovane.
Restai senza fiato: conoscevo quel sorriso. Quello che, sul far della sera, incantava “la belle Fernande”, modella, musa, compagna di Picasso, al sole di un’estate passata.365Raccontid'estate

Racconto completo di Emilia Cinzia Perri, edito nell’antologia “365 racconti d’estate”, Delos Books, Giugno 2014.
Fotografia di Fernande Olivier scattata tra 1910 e 1917 da Jean Agélou.
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